
Analizza una scena breve scritta in entrambi i modi — come battute e come prosa — e confronta la struttura dell’episodio: le battute restano identiche, la prosa diventa un riassunto.
Personaggio: frase. Una frase per riga. I nomi dei personaggi devono corrispondere a quelli del cast; i soprannomi vengono riconosciuti se la sceneggiatura li introduce. Le parentesi tra il nome e i due punti contengono l’indicazione di tono; le parentesi dentro la riga vengono lette come indicazioni di scena e non pronunciate. Viene letto anche il formato da sceneggiatura cinematografica (nome su una riga, dialogo sotto). Cosa fa il parser con il resto: Carica una sceneggiatura e analizzala.

Scrivi tra parentesi come viene detta la battuta: (sussurrando), (tra le lacrime), (con tono piatto). L’indicazione accompagna la riga nello storyboard e definisce l’interpretazione nella clip. Se la ometti, lo storyboard ne aggiunge una plausibile; la tua è comunque migliore. Tienila breve, di poche parole: un’indicazione intera è un’istruzione di recitazione per lo storyboard, non per la battuta.
Scrivi per primo il marcatore di fuori campo nell’indicazione: Padre (al telefono, con voce roca): Torna a casa. In questo caso la clip riproduce la battuta senza mostrare la bocca di chi parla. La narrazione fuori campo è (voce fuori campo); i pensieri interiori (voce interiore). Senza marcatore, un personaggio non presente potrebbe essere inserito nell’inquadratura. Aspetto relativo allo storyboard: Battute di dialogo, voce fuori campo e didascalie.
I salti temporali e i cartelli di luogo vanno su una riga a parte come (didascalia: …). Al momento le didascalie su schermo non sono attive, quindi queste righe non appaiono come testo nella clip e i modelli video non generano da sé parole leggibili. Scrivi comunque salti temporali e cartelli di luogo in questo modo, così vengono mantenuti se le didascalie verranno attivate, e aggiungi eventuale testo leggibile in un editor video dopo il download. Testo su schermo.
I discorsi dentro la narrazione diventano riassunti. Le righe con due personaggi sulla stessa riga (A: Sì. B: No.) di solito vengono divise correttamente, ma è più sicuro scriverle su due righe separate. I discorsi molto lunghi vengono mantenuti, ma lo storyboard li suddivide tra più inquadrature. I dialoghi in una lingua diversa da quella impostata per il progetto vengono tradotti in quella lingua durante l’analisi.
| Tu scrivi | Lo storyboard riceve |
|---|---|
| Mei (a bassa voce): L’ho visto. | La battuta, pronunciata a bassa voce, nell’inquadratura di Mei |
| Gli disse a bassa voce che l’aveva visto. | Un riassunto; nessuna parte pronunciata |
| Padre (al telefono, con voce roca): Torna a casa. | La battuta si sente, il personaggio non viene mostrato |
| (didascalia: Tre anni dopo) | Mantenuta come riga di didascalia; per ora non visualizzata nella clip |
| Folla: Correte! | Una battuta di gruppo, pronunciata all’unisono |
No. Le righe nel formato nome: due punti sono sufficienti; anche il layout da sceneggiatura viene letto.
In quel caso è narrazione. Assegna un personaggio o contrassegnala come (voce fuori campo) con un nome di narratore.
Nelle parentesi prima dei due punti: (sussurrando).
Sì, per le righe nel formato riconosciuto; lo storyboard le copia parola per parola.
Le righe vengono tradotte durante l’analisi nella lingua dei dialoghi del progetto; imposta quella lingua nel Passaggio 1.
Scritte così, le parole nella clip sono le parole che hai scritto tu.
Aggiornato il 27 settembre 2026
Prezzi·Guide·Esempi·Supporto·Privacy·Termini·Note legali·Contatti·© 2026 SceneMixer